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"L'ironia in una città di geni". Io non ci volevo venire qui su La Sicilia |
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Autore: Veronica Tomassini |
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Media: La Sicilia del 02/'7/2010 |
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Frequentare l'ironia così bene da farla diventare comicità, mantenendo fermo l'assillo della parola, non mortificando il tempio della letteratura, per giunta facendone parte a buon diritto. Leggerezza e capacità di spirito. Angelo Orlando Meloni ha superato la prova con il suo romanzo Io non ci volevo venire qui. Con Angelo si ride, ammirando sorpresi la capacità del letterato di coniugare le infinite possibilità della parola che rende più divertente, spietato, credibile spaccato di una città amena, Siracusa, pregna di artisti incompresi, scrittori a tutto spiano, batteristi con la fissa di un debutto live in pub londinesi. Attraverso i tapini protagonisti, la voce narrante e un coro di sfigati, siamo dentro la nostra storia di piccolo borghesi, con una grande considerazione del proprio genio. Su almeno cento avvocati, ottanta suonano, la metà degli abitanti o forse più ha un manoscritto nel cassetto. Da qui lo scrittore infila una storia parossistica, comica, ostile e ironica nel raccontare il patetismo che di norma appartiene ai mediocri. Si legge in copertina, è un breve manuale di autodistruzione per il conseguimento della felicità. E ancora leggiamo in pandetta: "l'autobiografia immaginaria - in chiave comica - di una persona priva di qualsiasi talentaccio (...) un vero e proprio romanzo di (de)formazione". Buona lettura. |
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