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"Al via Melting pot - rassegna della arti, con la presentazione del romanzo Io non ci volevo venire qui" su SiracusaNews.it |
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Autore: Stefano Amato |
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Media: www.siracusanews.it/node/16713 |
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Si è svolta venerdì 16 luglio in via dei Mergulensi, nell'ambito di Melting pot - rassegna delle arti, organizzata dal circolo Arci Easy club, la presentazione del romanzo Io non ci volevo venire qui (sottotitolo: “Breve manuale di autodistruzione per il conseguimento della felicità”), secondo libro del siracusano Angelo Orlando Meloni. L'incontro è stato moderato dalla giornalista e scrittrice Veronica Tomassini e da Ivan Baio, altro scrittore siracusano, che è intervenuto con un divertente test "psico-letterario" con cui ha strappato ulteriori sorrisi al pubblico presente. Pubblicato da Del Vecchio Editore, il libro narra “l’autobiografia immaginaria - in chiave comica - di una persona priva di qualsiasi talentaccio, che vorrebbe vivere una vita tranquilla e cercherà con tutte le sue forze di fuggire dalle sirene dell’arte”. Così recita l’aletta del libro, che effettivamente non lascia tregua al lettore e lo travolge con una trovata umoristica via l’altra. Quello che colpisce nel romanzo (di [de]formazione, sempre secondo l’aletta) di Orlando Meloni è la capacità di produrre un altissimo numero di gag, giochi di parole, paradossi, nonsense e situazioni grottesche, senza appesantire la vicenda, che quindi procede senza sosta fino al toccante, ma non meno divertente, finale. Davvero impossibile elencare tutte le chicche contenute nella storia: si va da un’improvvisata compagnia teatrale, a un viaggio in treno attraverso lo stivale per perseguire la gloria cinematografica, fino a un esilarante corso di scrittura creativa dove, per chi scrive, si raggiunge l’apice comico del libro. Tutte situazioni che l’autore sfrutta puntualmente per inanellare una serie di battute riuscite. Io non ci volevo venire qui ha forse il difetto di contenere troppi riferimenti pop e contemporanei che non tutti i lettori sapranno cogliere, ma probabilmente senza di essi il libro avrebbe perso molto del suo appeal. Una menzione particolare merita l’uso che Orlando Meloni fa del linguaggio. È impressionante come un particolare termine, inserito magari en passant in un periodo di transizione, riesca da solo a rendere la lettura esilarante. Anche qui è difficile scegliere un esempio. Prendiamo il capitolo 19, quando il protagonista e altri due personaggi terminano finalmente il viaggio in treno a cui si accennava poc’anzi: "Entrate nel Grand Hotel, puzzolenti di stallatico FS, strascicando le borse [...] su un tappeto Saruq del XIX secolo...". Impossibile non scoppiare a ridere leggendo quello “stallatico FS”, che riesce a evocare più immagini di quanto possa fare un intero paragrafo di similitudini. Sotto la sua patina di umorismo, però, Io non vi volevo venire qui dice molto anche del presente (e del futuro) dell’Italia: un paese in cui “l’istruzione di massa crea quale suo imprevedibile sottoprodotto un esercito di poeti e chitarristi anziché di scienziati”. |
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