Il silenzio

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13,00

Max Frisch

Traduzione e cura di:  Paola Del Zoppo

Anno di pubblicazione: 2013

ISBN: 9788861100480

Pagine: 128

 

Category: Formelunghe Tag:

Descrizione

Balz Leuthold non ha mai voluto essere una persona ordinaria. Poco prima del suo trentesimo compleanno, però, si rende conto di non potersi neanche considerare davvero una persona straordinaria. Nella vita, fino a ora, non ha compiuto azioni degne di particolare nota, nessuna invenzione, nessuna creazione artistica o letteraria che lo elevino a persona speciale. Allora ha preso una decisione: scalerà quella montagna che da giovane guardava ergersi sulle sue passeggiate, che faceva ombra ai discorsi con il fratello “adulto”. Compirà un atto eroico, e con questa azione “virile” darà un senso compiuto alla sua esistenza. È deciso: azione o morte. Ma giunto in montagna alla locanda dove sostava anche in gioventù, incontra una giovane straniera, che lo guarda e lo vede come nessuno fino ad allora lo ha mai guardato e visto. Chi è lei, da che vita proviene? Perché sembra non aver paura di nulla? E dall’incontro tra i due scaturiscono gli interrogativi, e la narrazione si sviluppa e trascina via il lettore proprio come un torrente montano scorre rumoreggiando tra i crepacci, e il vortice di pensieri e accadimenti lascia senza fiato, travolge come il senso di assoluto degli ambienti montani, dove il sorgere del giorno e il calare della notte sono eventi che penetrano le fibre dell’individuo tanto quanto fame, sonno e sete. E la domanda echeggia: cosa fa di una vita una vita veramente compiuta? Ha a che fare, questo, con la felicità?

«In questo romanzo i lettori e le lettrici conosceranno gli uomini, il loro disprezzo e l’amore per la donna, il loro vitalismo e il pathos autocommiserativo […].Max Frisch non dipinge solo lo sviluppo di un eroe, ma sviluppa se stesso, e noi con lui, e le fantasie maschili dell’età moderna. Ottimo che quest’opera sia di nuovo acquistabile settant’anni dopo l’uscita.»

 

Christine Richard – Basler Zeitung

«Si può finalmente di nuovo avere tra le mani il primo racconto di Max Frisch. È un’operazione che non può essere lodata abbastanza, perché questo racconto apre lo sguardo sulle opere successive di Frisch, uno sguardo che già si definisce nella grandiosa maestria che in seguito dovrà solo dispiegarsi. Un consiglio: da leggere assolutamente!»

Petra Breunig – Fränkischer Ta

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