Yasmine Ghata

Se qualcuno avesse detto alla piccola Yasmine che sarebbe diventata una grande scrittrice, pluripremiata e tradotta in tutto il mondo, lei di sicuro non ci avrebbe creduto. Nell’intenso La bambina che imparò a non parlare ha spiegato ai suoi lettori come per anni abbia odiato la scrittura proprio perché figlia di una grande poetessa: Vénus Khoury–Ghata. E di come a sei anni, in virtù di questa idiosincrasia, abbia distrutto la macchina da scrivere della madre, dopo averla spiata pomeriggi interi dietro libri aperti che faceva finta di leggere. Sarà l’incontro fortuito a venticinque anni, nell’ala Richelieu del Louvre, con un’iscrizione realizzata dalla nonna – la celebre miniaturista Rikkat Kunt – a farle comprendere che per conoscere la sua storia doveva scriverla. Yasmine Ghata inizierà e continuerà a scrivere per ascoltare da vicino la voce del mondo che le sfugge